Alimenti free from – trend 2016

C’è chi esclude i lieviti e chi i latticini, chi il lattosio, chi il glutine. eliminare un tipo, e uno solo, di alimenti dal proprio menu è ormai diventata una vera e propria moda.
L’ultima tendenza in fatto di diete e salutismo è, infatti, eliminare qualche elemento dal proprio piatto. Lattosio, glutine, lieviti, farinacei, carni, zuccheri o grassi. Insomma pare proprio che nel menu debba mancare qualcosa. Spesso intolleranze e allergie non c’entrano. Si decide di modificare la propria alimentazione convincendosi sia l’origine di gonfiore o pesantezza o con l’obiettivo di perdere peso e avere un aspetto migliore. Se in principio i nostri nemici erano zuccheri e grassi ora si è passati alla lista nera dei cibi che possono provocare intolleranze e allergie. Come glutine, lattosio e lieviti. L’idea di base risiede nella convinzione che ciò che fa male agli altri, possa danneggiare anche noi.

Senza glutine

Con una crescita del 57%, il mercato dei prodotti senza glutine non conosce crisi. Solo in Italia, nell’ultimo anno, il consumo dei cibi gluten free è aumentato di più del 30%.
Il glutine è un complesso proteico presente in alcuni cereali (frumento, segale, orzo, avena*, farro, spelta, kamut) che, per i soggetti intolleranti (definiti celiaci) provoca gravi danni alla mucosa intestinale e per cui è necessaria una dieta che ne elimini l’assunzione.
Guardando oltre la celiachia, tuttavia, la scelta di un’alimentazione gluten free ha creato un vero e proprio boom che esclude i soggetti intolleranti, toccando una fascia più ampia di consumatori.

Senza lattosio

Il lattosio (conosciuto comunemente come zucchero del latte) è uno zucchero disaccaride presente nella maggioranza di latte e latticini, risultante dall’unione di due zuccheri semplici: glucosio e galattosio. Anche qui l’intolleranza è solo l’apriporta di un filone alimentare che affida al lattosio gran parte dei disturbi intestinali.
Eliminare un intero gruppo di alimenti sembra più semplice che imparare a mangiare con moderazione. I nutrizionisti disdegnano comportamenti auto punitivi di questo tipo senza una certificata motivazione, incentivando invece una presa di coscienza di quantità e metodi di nutrizione.